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BACH A KÖTHEN

J.S. BACH (1685-1750)

FABIO CECCARELLI traversiere

VALERIO LOSITO violino

FABIO CIOFINI clavicembalo e maestro di concerto

ACCADEMIA HERMANS

SARA MONTANI violino

FEDERICO MICHELI viola

ALESSANDRA MONTANI violoncello

ALBERTO LO GATTO contrabbasso

FABIANO MERLANTE, tiorba

***

Suite in Re maggiore BWV 1068

Ouverture – Lentement, Air, Gavotte I – Gavotte I, Bourée, Gigue

Suite in Si minore BWV 1067

Ouverture – Lentement, Rondeau, Sarabande, Bourée I – Bourée II, Polonaise – Double, Menuet, Badinerie

V Concerto brandeburghese BWV 1050

Allegro, Adagio (Affettuoso), Allegro


NOTE AL PROGRAMMA

Il periodo trascorso da Johann Sebastian Bach alla corte di Köthen (1717–1723) rappresenta una delle stagioni più feconde e luminose della sua produzione strumentale. Al servizio del principe Leopold von Anhalt-Köthen, appassionato musicista e convinto sostenitore della musica profana, Bach trovò condizioni ideali per dedicarsi quasi esclusivamente alla composizione di opere strumentali, lontano dagli obblighi liturgici che avevano caratterizzato i suoi precedenti incarichi. È in questo contesto che nascono molte delle sue pagine più celebri: i Concerti brandeburghesi, le Suite orchestrali, la musica per strumento solo e da camera. Le opere in programma questa sera riflettono perfettamente lo spirito di Cöthen: una musica di straordinaria vitalità, eleganza formale e raffinata invenzione timbrica. Suite in Re maggiore BWV 1068. Questa Suite orchestrale si apre con una solenne ouverture in stile francese, seguita da una serie di danze vivaci e raffinate. Il brano più famoso è l’Air, celebre per la sua melodia ampia e cantabile, di grande serenità ed equilibrio. Le danze finali restituiscono un clima festoso e leggero, tipico della musica di corte. Suite in Si minore BWV 1067. La Suite in Si minore è impreziosita dal ruolo solistico del flauto traverso, protagonista di una scrittura elegante e brillante. Tra i movimenti spicca la celebre Badinerie, pagina vivace e virtuosistica, che mette in risalto l’agilità dello strumento e il dialogo con l’orchestra. Concerto brandeburghese n. 5 BWV 1050. Nel Quinto Concerto brandeburghese Bach affida un ruolo centrale al clavicembalo, che da strumento di accompagnamento diventa solista. Il primo movimento contiene una lunga e sorprendente cadenza per tastiera, mentre il concerto si conclude con un finale energico e trascinante. Un’opera innovativa, che anticipa il futuro concerto per strumento a tastiera.


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