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JOHANN SEBASTIAN BACH SONATE per traversiere e clavicembalo obbligato

ACCADEMIA HERMANS

Fabio Ceccarelli, traversiere

Fabio Ciofini, clavicembalo e organo

JOHANN SEBASTIAN BACH – SONATE PER FLAUTO E CLAVICEMBALO

Sonata in Sol minore BWV 1020 per traversiere e clavicembalo 

Allegro, Adagio, Allegro 

Sonata in Si minore BWV 1030 per traversiere e clavicembalo 

Andante, Largo e dolce, Presto – Allegro 

Sonata in Mi bemolle maggiore BWV 1031 per traversiere e clavicembalo 

Allegro moderato, Siciliana, Allegro

Sonata in La maggiore BWV 1032 per traversiere e clavicembalo 

Vivace, Largo e dolce, Allegro

NOTE AL PROGRAMMA

Le sonate per flauto traversiere e clavicembalo obbligato rappresentano uno dei vertici della scrittura bachiana per strumenti da camera. In esse il clavicembalo non si limita a sostenere l’armonia, come nel tradizionale basso continuo, ma diventa partner paritario del flauto: ne nasce un vero “duo concertante”, nel quale le due voci si intrecciano in un dialogo serrato e ricco di invenzione. Il programma propone quattro sonate di straordinaria varietà. La Sonata in sol minore BWV 1020, forse di Carl Philipp Emanuel più ch

e di Johann Sebastian, riflette il gusto empfindsamer, con contrasti fra brillantezza, lirismo e danza. La Sonata in si minore BWV 1030 è unanimemente considerata un capolavoro, con un celebre Andante di struggente intensità incastonato fra due movimenti densi di energia contrappuntistica. La Sonata in mi bemolle maggiore BWV 1031, di attribuzione incerta, custodisce uno dei brani più noti del repertorio barocco, il dolce Siciliano, emblema di cantabilità e grazia galante. Infine, la Sonata in la maggiore BWV 1032, giunta a noi incompleta, colpisce per freschezza tematica e brillante dialogo, con un Adagio meditativo e un Allegro conclusivo di vivida luminosità. Queste opere, fra attribuzioni incerte e differenze stilistiche, offrono il ritratto di un’epoca in cui il flauto traversiere — strumento allora relativamente nuovo e prediletto dalle corti — divenne protagonista di alcune delle esperienze cameristiche più alte e raffinate del Settecento europeo.