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Der Harmonische Gottesdienst

“Der Harmonische Gottesdienst” Georg Philipp Telemann (Magdeburgo 1681 – Amburgo 1767)

MAURO BORGIONI, baritono

ACCADEMIA HERMANS

Fabio Ceccarelli, traversiere

Alessandra Montani, violoncello

Fabio Ciofini, clavicembalo e maestro di concerto

«Ich bin getauft in Christi Tode»

Cantata per baritono, flauto traversiere e basso continuo (TWV1:820) 

«Stille die Tränen

des winselnden Armen»

Cantata per baritono, flauto traversiere e basso continuo (TWV 1:1401)

«Weg mit Sodoms gift’gen Früchten»

Cantata per baritono, flauto traversiere e basso continuo (TWV 1:1534)

«Ihr Völker hört, wie Gott aufs Neue spricht»

Cantata per baritono, flauto traversiere e basso continuo (TWV 1:921)

NOTE AL PROGRAMMA

Il monumentale catalogo di cantate sacre di Georg Philipp Telemann – circa 1400 sopravvissute – testimonia l’instancabile vitalità di un compositore capace di offrire una “terza via” tra la profondità spirituale di Bach e la brillantezza teatrale di Händel. La sua scrittura unisce duttilità, rapidità inventiva, apertura cosmopolita e capacità di cogliere le mode, delineando una figura di sorprendente modernità, pur radicata nella tradizione artigianale del mestiere musicale. Negli anni amburghesi, dove Telemann fu Stadtkantor dal 1721 fino alla morte, l’obbligo di comporre due cantate per ogni domenica e festività lo portò a elaborare un modello agile e lontano dalla magniloquenza. Tra i cicli pubblicati, l’Harmonischer Gottes-Dienst (1725-26) è il più antico e comprende 72 cantate destinate a una voce solista con strumento obbligato e basso continuo. Strutturate secondo la forma aria–recitativo–aria, esse risentono dell’influsso italiano e dello stile teatrale, rivelando un linguaggio diretto e comunicativo. Le quattro cantate proposte affrontano temi centrali della liturgia: il battesimo come rinascita, la carità fraterna, l’Eucarestia come simbolo eterno di salvezza e la luce della nascita del Salvatore. Pensate per l’uso pubblico ma anche “privato e casalingo”, esse incarnano una spiritualità intima, vicina al pietismo, e mostrano come Telemann sapesse conciliare esigenze liturgiche, riflessione teologica e una musica accessibile ma mai banale.